2017 BH30. Questo è il nome dell’asteroide che ci ha sfiorato passando ad appena 70 mila chilometri dalla Terra, ovvero 0,18 distanze lunari. Per dare un’idea, la Luna dista dal nostro Pianeta mediamente 381 mila chilometri, per cui il corpo celeste è passato a poco meno di un quinto dalla distanza che ci separa dal nostro satellite.
L’asteroide è stato scoperto solamente il 29 gennaio 2017 dal Catalina Sky Survey in Arizona ed ha raggiunto il punto di distanza minima alle ore 5.51 italiane del 30 gennaio 2017.
Le sue dimensioni dovrebbero aggirarsi attorno ai cinque, dieci metri di diametro.
Si tratta di un NEO, ovvero un near earth object, oggetto del Sistema Solare la cui orbita può intersecare quella terrestre.

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Ma come mai ultimamente transitano sempre più spesso questi corpi celesti nelle vicinanze della Terra?
Tanto per fare alcuni esempi, citando solo una piccola parte alcuni degli asteroidi che hanno fatto un po’ di scalpore, o per le dimensioni, o per le distanze di transito, o per le loro caratteristiche, o perché sono stati scoperti all’ultimo momento,  ricordiamo 2005 YU55 transitato nel novembre 2011; Toutatis, nel dicembre 2012; 2012 XE54 nel dicembre 2012; Apophis nel gennaio 2013; il celebre meteorite di Chelyabinsk nel febbraio 2013; 2012 DA14 nel febbraio 2013; 2013 ET nel marzo 2013; 2013 MZ5 nel giugno 2013 che si è distinto per essere stato l’asteroide numero 10 mila ad essere stato scoperto; 2003 DZ15 nel luglio 2013; 2000 EM 26 nel febbraio 2014.
E non possiamo, infine, non citare 2016 WF9, asteroide del quale ho parlato ampiamente nel precedente articolo e che transiterà “vicino” alla Terra (ovviamente vicino in termini astronomici) il prossimo 25 febbraio 2017 a 51 milioni di chilometri.
Tornando alla domanda: perché transitano sempre più frequentemente tali oggetti celesti nelle nostre vicinanze?
E’ difficile a dirsi. La risposta più probabile è che grazie allo sviluppo delle tecnologie siamo in grado di effettuare osservazioni sempre più precise, per cui gli occhi dei telescopi e delle strumentazioni individuano un numero maggiore di oggetti. In parole più semplici, tutti questi asteroidi ci sono sempre sfrecciati vicino, ma non li vedevamo. Oggi, grazie alla tecnologia, ne troviamo di più.
Ci sono altre teorie che dicono che ciclicamente, ogni tot milione di anni, il nostro Pianeta entra in una zona dell’Universo ricca di detriti e corpi celesti. Altri ancora parlano dell’arrivo di Nibiru, il decimo Pianeta del sistema Solare considerando anche Plutone. L’avvicinarsi del Pianeta di cui parlano i Sumeri, secondo alcuni, potrebbe portare a degli sconquassi cosmici attirando all’interno del nostro Sistema Solare altri corpi celesti quali planetoidi, Comete ed asteroidi, appunto.
L.C.

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