E’ passato relativamente vicino alla Terra, ha la forma di un arachide e misura 200 metri di larghezza per 400 di lunghezza. Si tratta dell’asteroide 2015 BN509 che la NASA ha definito “potenzialmente pericoloso“.
Il corpo celeste, arrivato ad una distanza minima di circa 14 volte quella che separa la Terra dalla Luna, viaggia ad una velocità di quasi 71 mila chilometri orari.
E’ stato osservato lo scorso 6 febbraio 2017 dai telescopi dell’osservatorio di Arecibo a Portorico.

L’asteroide fa parte dei NEO, ovvero dei Near Earth Object, oggetti potenzialmente pericolosi per il nostro Pianeta in quanto intersecano la sua orbita.
La forma particolare dell’asteroide – come ha riferito lo scienziato dell’Universities Space Research Association Edgard Rivera-Valentin, analizzando i dati dell’osservatorio – è stata originata dallo scontro tra due corpi celesti che, non potendo orbitare l’uno attorno all’altro, hanno finito con il fondersi. Per questo è definito “asteroide binario a contatto“.
Personalmente mi riporta alla mente la forma della Cometa 67P Churyumov-Gerasimenko, quella della missione di Philae e Rosetta che, più che a forma di arachide, ricordava la forma di una simpatica paperella.
Anche relativamente all’origine della Cometa 67P una delle ipotesi è propio quella che si sia formata tramite la fusione di due corpi celesti separati.
Ho già parlato di altri asteroidi che sono stati scoperti recentemente o che recentemente ci hanno sfiorato. Ultimo, in ordine cronologico, l’asteroide 2017 BS32 che è passato a poco più di 161 mila chilometri da noi precisamente alle ore 8.30 del 2 febbraio scorso. Da non dimenticare neppure il 2017 BH30 od il misterioso corpo celeste 2016 WF9.
Beh, tornando all’asteroide 2015 BN509 la preoccupazione per gli scienziati non è tanto per il presente, ma per i futuri passaggi.
Ed un assaggio, per così dire, in tempi recenti, di quello che può fare un asteroide quando entra in atmosfera, lo abbiamo visto il 15 febbraio del 2013 con il meteorite di Chelyabinsk, nella regione a sud degli Urali, in Russia. Viaggiava a 54 mila chilometri orari e l’onda d’urto ha distrutto oltre 200 mila metri quadrati di finestre ferendo più di mille persone. E 15 ore più tardi la Terra veniva sfiorata da un altro asteroide: il 2012 DA14.
Le probabilità che la Terra venga colpita da un meteorite con conseguenze catastrofiche sono molto remote, ma non impossibili.
Si stima che ogni anno sul nostro Pianeta cadano circa 50 mila tonnellate di materiale cosmico (altri ritengono più del doppio) sotto forma principalmente di polveri o piccole meteoriti. Sessantasei milioni di anni fa un grosso meteorite impattò con la Terra causando, probabilmente l’estinzione dei dinosauri.
L’unica cosa che possiamo fare per difenderci, è monitorare il cielo e, soprattutto, confidare nella tecnologia della quale, purtroppo, i dinosauri non disponevano.
L.C.

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